La città della Scienza e delle Arti

Fuori dall’incantevole centro storico di Valencia esiste un bellissimo quartiere che merita di essere visitato e che rappresenta più di ogni altra, una tappa fissa per i turisti di tutto il mondo che approdano in questa città.
A sua volta, il quartiere della scienza e delle arti ospita differenti attrazioni: l’hemisferico, l’oceanografico, l’umbracle, il museo della Scienza Principe Felipe e il palazzo delle Arti Reina Sofia.
Prima di addentrarmi nel racconto e spiegarvi ciò che ho visto in questo rapido tour, vi lascio alcune fotografie da esterno, cliccando l’icona seguente, relativa alla mia pagina , scattate da diverse prospettive.
Personalmente vi consiglio, in caso aveste poco tempo di visitare, le tre “stelle” principali, ognuna con uno stile e un marchio riconoscibile e singolare: Oceanografico, Hemisferico e museo della Scienza Principe Felipe

L’oceanografico

L’oceanografico di Valencia è il più grande acquario d’Europa per estensione e al suo interno può contare all’incirca 45.000 animali marini suddivisi in 500 specie differenti fra cui delfini, celenterati, pinguini e molluschi.
Il colore dominante è il blu, un blu marino che regna sovrano nelle stanze e nei corridoi dell’edificio. Ogni sezione è accompagnata da descrizioni molto dettagliate in diverse lingue e una musica di sottofondo che aiuta a immergersi maggiormente nell’ambiente, oltre che molti video proiettati che spiegano il comportamento e le abitudini degli animali nel loro habitat naturale.
Ogni sezione dell’acquario è diviso in tipologie di specie presenti, alcune in spazi interni altri in esterni:
– foche
– tartarughe marine
– coccodrilli
– mediterraneo (in cui vi sono tutte le specie presenti nel mare nostrum)
– creature dell’oceano
– animali dell’artico e dell’antartico
– leoni marini
– animali delle isole continentali
– animali delle isole oceaniche

Quello che maggiormente ha attratto la mia attenzione sono state le meduse, tanto belle quanto pericolose, come la Chrysaora Melanaster, di cui vedete la foto.


Dopo essere passati sotto un corridoio circondato da acqua, pesci e coralli siamo approdati in altre stanze in cui abbiamo visto delfini e pinguini.

E’ veramente complicato per me poter raccontare a parole tutte le bellezze che ho visto nel corso di questa esperienza.
Sono sempre stato attratto dal mare, dall’oceano e dai suoi misteri ma, allo stesso tempo, ho sempre avuto timore della profondità marina ma questa visita mi ha aperto gli occhi su quanta vita c’è in una sostanza “semplice” come l’acqua.
Mi limiterò quindi, in questa sede, a parlare tramite immagini, mostrandovi le varietà animali che troverete all’interno di questo luogo che consiglio fortemente.

Una volta usciti dalla parte interna dell’edificio, il giro dentro l’oceanografico continua, prima con lo “stadio” in cui durante il giorno si possono assistere a fantastici spettacoli con i delfini e poi un’area in cui, l’uno accanto all’altro, in acque basse vi sono i fenicotteri, veri divi della sezione esterna dell’acquario per i loro colori e per la fisionomia del loro corpo.

A questo punto, compreso nel medesimo complesso del famoso acquario valenciano abbiamo anche un’altro punto di interesse: quella che io chiamo “la gabbia”, in spagnolo humelades una grande sfera in cui sono presenti diverse speci di uccelli tropicali.

All’esterno, inoltre, sono presenti alcuni break point per poter mangiare e bere qualcosa di fresco, prima di completare la tabella di marcia degli altri spazi mancanti.
Una volta finito il tour, ne uscirete completamente soddisfatti e potrete coccolare le vostre sensazioni visive e la vostra voglia di partire all’avventura con la prossima tappa, l’hemisferico.

L’hemisferico

Questa attrazione della città della Scienza è sicuramente la più sensazionale, quella che più di tutte vi farà rimanere a bocca aperta. Siete mai stati in un planetario, al buio, osservando le stelle come se foste in una capsula lanciata nell’iperspazio?
Se la risposta è sì allora potete vagamente capire la sensazione di essere all’interno di un cinema a 360 gradi con la proiezione lungo tutte le pareti della grandissima sala dall’altezza di 100 metri in cui vivrete un’emozione incredibile, un’esperienza completamente immersiva, grazie agli occhiali 3D in dotazione, provvisti di cuffie – in differenti lingue fra cui anche l’italiano.
Nel mio caso, ho avuto la grandissima botta di fortuna di assistere ad una proiezione della durata di circa 60 minuti dedicata alle bellezze dello stato americano del Colorado, esplorando la varietà del territorio in cui la protagonista ci ha accompagnato attraverso i boschi, i canyon, le montagne rocciose e la monumentale San Luis Valley.
Questa struttura è stata progettata per assomigliare ad un occhio umano all’interno del quale ci siamo noi che, allo stesso modo osserviamo ciò che ci accade tutto attorno, mettendo a fuoco ogni dettaglio essenziale della visione.
Purtroppo, data l’impossibilità di effettuare scatti sia per il divieto imposto sia per la mole di gente presente, non ho potuto fotografare la sala ma penso sia meglio così. Ogni tanto fa bene custodire un ricordo. Inoltre, come sempre, non voglio rivelare troppo a chi, prossimamente farà una visita.

Museo della Scienza Principe Felipe

Questo complesso, che completa il cerchio delle tre stelle della cittadella della Scienza, è uno dei musei dedicati al settore scientifico maggiormente futuristici ed interattivi.
Esso si sviluppa su tre piani, ognuno dei quali assolve ad una diversa funzione; al piano terra si trova la biglietteria dove potete acquistare il ticket d’ingresso anche se, come sempre, consiglio di acquistare online il biglietto dato l’elevato afflusso di persone o, ancora meglio, sottoscrivere una VLC Card che è più che conveniente; inoltre, possiamo trovare alcune sale dedicati a mostre d’arte dedicate alla scienza e al mondo animale, sia temporanee che permanenti ed infine, negozi di souvenir.
Il primo piano è quello più interessante, soprattutto dal punto di vista didattico; infatti, tramite numerose installazioni, è possibile “giocare” con la scienza e con i principi della fisica tra cui il moto rettilineo uniforme e tanto altro. Potete sperimentare anche interventi interattivi di chirurgia, esplorare il corpo umano ed imparare da plastici che spiegano il movimento degli atomi.
Salendo, oltre alle consuete installazioni, potremo vedere le più importanti ricerche di alcuni scienziati fra cui ricordo Severo Ochoa e Jean Daussat.
Arrivati all’ultimo piano, abbiamo l’esposizione di alcuni pezzi del materiale di scena utilizzati nella serie intergalattica Star Trek, andata in onda fra il 1966 e il 1969 e, oltre a questo, abbiamo opere e materiali dedicati all’emergenza climatica che, purtroppo, affligge il nostro pianeta.

Uno dei punti di forza di questo complesso museale è la sua posizione fisica: situato vicino ad alcune delle playe più rinomate di Valencia, come la Malvarrosa, vi permetterà di coniugare perfettamente cultura e divertimento.
Vi lascio un po’ di istruzioni su come arrivare presso il complesso della Scienza:
Dalla fermata del bus n°35 Marques de Sotelo, fra la metro Xativa e l’Ajuntament, fate circa 11 fermate sino ad arrivare allo stop di prof. Pinero Lopez, la più vicina alla cittadella oppure, in alternativa, salendo alla stessa fermata, potete prendere il bus n°15 e scendere a Jesus Morante Borras (circa 14 fermate).
Infine, la terza opzione è quella di prendere il bus n° 95 direzione Marina Real (come ho fatto io) dalla via che intercorre tra la Torre des Serranos e i Jardins del Real, percorrendo un tragitto di circa 15 minuti, scendendo a Eduardo Primo Yufera.

Consigliato

Classificazione: 4.5 su 5.
Categorie Valencia, SpagnaTag , , ,

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