I tetti delle città

Vi siete mai chiesti perché quando saliamo su un edificio molto alto o su una collina e ammiriamo il panorama sotto di noi siamo sempre così tanto meravigliati? Eppure sono solo case. Eppure non sono solo case. Credo che i tetti siano spesso molto sottovalutati. Se ci pensiamo bene, nessuno compra una casa dicendo: “ah che bel tetto” oppure “ho sempre sognato tegole come queste” oppure, ancora, “i nostri figli staranno benissimo con un tetto del genere sulla loro testa” eppure essi hanno una funzione molto importante: proteggerci da qualsiasi agente atmosferico, dal freddo, dagli animali notturni, dalla luce troppo forte del sole.
Ebbene, questa, secondo me rappresenta un po’ la metafora del pensiero dell’uomo: fermarsi, spesso, alla materia e non alla sostanza, alla superficialità e non a ciò che è maggiormente importante, senza il quale non potremmo esistere.
Pensate ad una casa senza tetto: quali sarebbero le sue conseguenze? Entrerebbe l’acqua piovana, la neve, la grandine e questo ci costringerebbe a spendere molti soldi e molto tempo per riparare ai danni delle intemperie; nei mesi più caldi saremmo letteralmente bruciati dal sole e i suoi riflessi e saremmo, per concludere in bellezza, pieni di insetti, uccelli, ragni e via dicendo.
Eppure, nessuno durante l’acquisto di una casa bada alla conformazione del tetto, al suo stato, al suo colore.
Certi giorni io mi sento come un tetto: molto importante, pieno di potenzialità, indispensabile eppure sempre, così tanto, sottovalutato.
Non voglio fare di questo articolo un momento troppo malinconico ed un’introspezione troppo negativa di me e dell’apparato umano ma, osservando la città, non posso fare a meno di riflettere su questi aspetti ed aprire la mente a qualcosa che cela di più che un semplice pezzo di muratura.
Infatti, per me, i tetti delle città visti dall’alto sono sempre stati molto affascinanti tanto che, ogni qualvolta mi trovo da una buona prospettiva per osservare tutto ciò che sta al di sotto, ammiro più che il panorama, la conformazione delle case, le tegole, le vie e i decumani.
Forse, osservare qualcosa da una posizione privilegiata ci offre un senso di onnipotenza, il potere di guardare dall’alto, dall’esterno, come se potessimo vedere tutto e tutti, come un grande occhio che sorveglia i suoi cittadini.
Osservando i tetti, però, non guardiamo solo l’esterno di una casa ma vediamo, inconsciamente, tutto ciò che si cela al suo interno: la vita.
E iniziamo a farci dei lunghissimi film senza fine su cosa ci sia dietro alla vita delle persone che vi abitano.
Uomini, donne, bambini coi loro vissuti. E immaginiamo se siano felici e poi ci domandiamo che cosa sia veramente, la felicità.
Io penso che la felicità sia una condizione difficile ma non impossibile da raggiungere anzitutto perché non ci accontentiamo mai, vogliamo sempre qualcosa di più e non parlo esclusivamente di beni materiali.
Vogliamo un affetto più intenso, un amore più intenso, vogliamo il posto di lavoro migliore, dei genitori migliori, amici, corpo, soddisfazioni migliori.
Io penso che la felicità non sia da ricercare in “qualcosa di meglio”.
Penso addirittura che la felicità non si possa ricercare, sarebbe come ricercare Dio, come fai a trovare Dio?
Mi sembra una cavolata, cercare di trovare la felicità.
Ebbene, come diceva S.Agostino: “la felicità è desiderare quello che si ha”. E se quello che si ha non ci rende felici come si fa, penserete? Bisogna cercare di trarre la gioia dalle piccole azioni del quotidiano, un bacio, una carezza, una tazza pronta di caffè la mattina appena svegli, un sorriso, una metropolitana persa e trasformare la rabbia, l’odio, l’insoddisfazione in felicità per fare in modo che sia lei a raggiungere voi.
Io rifletto, guardando i tetti delle città, sul fatto che queste persone possano non fare questi pensieri e vivere una vita che non vogliono vivere per accontentare sé stessi o, ancora peggio, qualcun altro.
Solo una cosa vorrei dire: vivete ogni giorno quello che avete e non cercate la felicità, non serve a nulla, ma cercate di trarla da tutto ciò che, forse ed evidentemente state trascurando.
Spero, cari lettori, come ho già detto, che questa non rimanga una mia rigida introspezione ma che possa aiutare a capire la VOSTRA vita e, fidatevi di me, salite in alto, sul punto più alto della vostra città, state soli e prendetevi un attimo per liberare la mente.

Di seguito tre video dall’alto: il primo dalla ruota panoramica del porto di Genova, il secondo dalla Torre degli Asinelli di Bologna e il terzo dalla Torre dei Lamberti di Verona

Genova

Bologna

Verona

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2 pensieri riguardo “I tetti delle città

  1. è vero ma non sempre è facile trovarla!

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  2. La felicità non bisogna cercarla lontano ma nel proprio cuore 😓

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