Sognando la Baviera

A gennaio 2019, navigando fra le varie app che utilizzo per prenotare i miei brevi viaggi, ho avuto la fortuna di trovare, ad un prezzo irripetibile, due posti in autobus da Milano a Monaco di Baviera (e ritorno) alla modica cifra di 12.80 (a/r) per un tempo di percorrenza di circa 6 ore, tutto nella giornata del 2 febbraio seguente.
Saremmo partiti alle 2.15 di notte dall’autostazione di Lampugnano (MI) per arrivare alle 8.05 alla fermata dell’autobus di Monaco Centrale, ripartendo poi la sera alle 19 per arrivare nel capoluogo lombardo all’una di notte circa, una fatica certo, ma si poteva fare.
Senza pensarci due volte allora, dato il mio spirito di avventura e dato che avrei dovuto solo spendere poco meno di 13 euro, senza dover nemmeno procurarmi un alloggio per la notte, ovviamente, ho prenotato non sapendo che quello sarebbe stato un viaggio tutt’altro che semplice e scontato.
Partiti con oltre mezz’ora di ritardo, prendiamo posto sul bus e, data l’ora, decidiamo di dormire dando per scontato che una volta aperti gli occhi ci saremmo trovati nella città bavarese.
Qualcosa però è andato storto. Infatti, verso le 7 del mattino ci trovavano ancora in territorio italiano, a circa 20 km dal confine austriaco, nella zona di Sterzing-Vipiteno.
Dopo aver chiesto specifiche informazioni all’autista, abbiamo saputo che poco prima vi era stata una valanga che si era abbattuta sull’autostrada, parallela alla strada provinciale, che aveva bloccato il traffico, creando numerosi disagi tra cui il ribaltamento di alcuni camion e mezzi pesanti che avevano ulteriormente complicato la viabilità.


Nel frattempo si erano fatte circa le 11 e la fame e la sete iniziavano a farsi sentire. Il bello è che eravamo nel mezzo del nulla più assoluto, da qualche parte in una qualche strada provinciale, poco lontana dall’accesso in Austria; per fortuna che, in viaggio, sono una persona piuttosto previdente ed avevo portato con me scorte di acqua e cibo a sufficienza, anche perché avremmo dovuto consumare un pranzo al sacco una volta arrivati a Monaco.
Tutto ad un tratto, iniziamo a muoverci ma l’entusiasmo dura veramente poco.
A distanza di nemmeno un km, ecco che di nuovo siamo bloccati in mezzo alla neve; tuttavia, però stavolta, la nota positiva è che eravamo al centro di un piccolo borgo tirolese in cui, almeno, abbiamo potuto sorseggiare un caffè e qualcosa da sgranocchiare, deducendo che il cibo che avevamo non sarebbe bastato, data la lentezza con cui procedevamo verso la Baviera che sembrava ormai, sempre più, una meta mistica e irraggiungibile.
Devo dire, però, che quello che ci ha regalato il panorama circostante è stata una vera sorpresa: montagne innevate a ridosso della strada, chiese in stile tirolese e la vivacità dei colori freddi che amo particolarmente.
Dopo circa ancora un’ora bloccati si riparte ma non finisce qui. Ci arriva un messaggio dalla compagnia di trasporti dicendo che il nostro viaggio di ritorno (da Monaco a Milano) previsto per le 19 sarebbe stato cancellato – poco male perché, tanto, non saremmo comunque potuti arrivare in tempo per prenderlo e ritornare indietro, abbandonando l’idea di fare la nostra piccola vacanzina.
A questo punto, dato che fuori c’erano meno 3° il problema principale era trovare un alloggio per la notte e fortuna volle che, a pochissimi passi dal piazzale che ogni anno ospita l’Oktober Fest, trovassimo un piccolo “ostello” a poco prezzo – circa 25 euro a testa – (con camere private e colazione) per dormire, senza, ovviamente, la possibilità di cancellazione gratuita e questo non è affatto un dettaglio superfluo per ciò che vi sto per raccontare.
Infatti, dal momento che la situazione non si sbloccava nei pressi di Vipiteno, l’autista, mezz’ora dopo che avevamo prenotato, ci comunica che molto probabilmente l’autobus si sarebbe fermato a Bolzano, senza raggiungere la città bavarese.


A questo punto, ovviamente, potete immaginare la mia reazione e quella dei miei compagni di viaggio che, per ragioni differenti, avevano urgente ed assoluto bisogno di raggiungere Monaco di Baviera.
Tuttavia, dopo un percorso altalenante e circa 8 ore di tira e molla al limite fra l’Italia e il confine austriaco la situazione si sblocca e ripartiamo, ricevendo UFFICIALMENTE la comunicazione che il viaggio sarebbe proseguito, come programmato, fino al suo capolinea.
“Che bello” pensai. Chi se lo poteva immaginare che avremmo passato una notte qui? Infatti, troppo bello per essere vero.
La stessa situazione accadde al confine tra Austria e Germania, in cui il traffico pomeridiano e quello dovuto ai rientri nelle proprie abitazioni dei cittadini dei paesi limitrofi avevano creato un grandissimo ingolfo, bloccandoci, stanchi, affamati ed assetati, nel limbo fra Austria e Germania.
Dopo due ore ripartiamo. Bene, pensai. Ma dopo una decina di chilometri ecco che ci ferma la polizia tedesca per un controllo durato un’ulteriore mezz’ora. Per fortuna, dopo che l’ispezione è andata per il meglio, il viaggio è filato liscio (ci mancherebbe anche).
Morale della favola: siamo arrivati alle 8 di sera all’autostazione di Monaco di Baviera, abbiamo mangiato un hamburger e siamo andati a letto, distrutti.
La passeggiata-tragitto dal deposito dell’autobus sino all’albergo però, ci ha regalato una vista veramente suggestiva.
Impostando il navigatore, il tempo di percorrenza era di circa 15 minuti passando per un piazzale enorme: alla prima occhiata, sembrava la pista di un aeroporto (non avevo mai visto uno spiazzo così enorme privo di qualsiasi cosa) e devo dire che la mia emozione momentanea era un mix di paura, ansia ma allo stesso tempo eccitazione e stupore di fronte a questo spettacolo spettrale e suggestivo.
Arrivati all’albergo, ha iniziato a nevicare veramente forte (“giusto in tempo” ho pensato) e questo mi ha aggradato tantissimo perché eravamo al caldo e, dal tetto del garage situato di fronte alla nostra finestra, si vedeva la neve che si appoggiava sulle tegole, riflettendo la luce semi-calda dei lampioni e, inoltre, noi eravamo, finalmente, sopra un materasso, al riparo, con la pancia piena e acqua da bere.

E’ stato bellissimo ma, forse, non lo rifarei.

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8 pensieri riguardo “Sognando la Baviera

  1. Immagino!😍

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  2. Allora si purtroppo non è dipeso da noi :( io abito a circa 5 ore da Monaco quindi ci metterei a momenti quasi di più ad andare con l’aereo fra andare in aeroporto check-in e altro quindi bus o treno sicuramente sono mezzi più veloci ma quella volta ho avuto fortuna perchè ho trovato una super offerta a 13 euro andata e ritorno da Brescia a Monaco per una giornata intera, poi però ci siamo dovuti fermare anche la notte e quando eravamo lì a iniziato a nevicare. Abbiamo avuto fortuna di trovare una camera super accogliente a 100 metri da dove si svolge l’oktober fest! Era così magico..

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  3. Voi siete pazzi, ahahahaahah :-p mi hai ricordato delle sventure simili accadute anche a me, però ^^ quando si viaggia è da mettere tutto in conto. C’è un gesto che faccio sempre quando viaggio, simulo il “gettar via la testa” giusto per indicare che da quel momento in poi, sarò senza pensieri e pronta a qualsiasi evenienza :-)
    Comunque le immagini della neve sono di un suggestivo che.. qualcosa hanno ripagato dell’assurdità delle situazioni accadute :-) e .. Monaco è Monaco dai :)
    Prossima volta prenota qualche mesetto prima in Lufthansa che ormai ha una tariffa fissa per la tratta (più o meno è sempre la stessa) e viaggi di lusso con quella compagnia!
    Buona giornata :-)

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  4. Tutto liscio il rientro a Milano invece? :D

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  5. Allora merita seguirti! Virtualmente

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  6. Ciao Nadia, se ti va leggi anche “Inizia l’avventura” all’interno della sezione Spagna, parla di un avvenimento simile! Comunque diciamo che praticamente in ogni viaggio mi è successo qualcosa di particolare, sicuramente ho storie da raccontare in proposito!

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  7. Sicuramente non era l’esperienza che ti immaginavi quando hai prenotato ma l’importante è che sia finito tutto bene, no?

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