Il trabucco: un braccio sul mare

Lungo il territorio costiero abruzzese, molisano e garganico esistono alcune costruzioni che evocano un’antica tradizione peschereccia: i trabucchi – o trabocchi. Oggi, parecchie di queste costruzioni, a causa delle continue evoluzioni tecnologico-strutturali nel mondo della pesca, sono state ri-adibite: da siti tradizionali utilizzati per la raccolta e la distribuzione ittica lungo la costa – e non solo – a ristoranti o PESCARIE, scenografati a tema mare con elementi costanti che richiamano la navigazione ed il mondo sommerso come timoni, corde, ancore, pesci, stelle marine, il tutto contornato dai classici colori marinareschi, il blu, il bianco ed il marrone delle navi. Io stesso ricordo che, nel corso della mia vacanza molisana a Termoli, avvenuta nel lontanissimo 2009, sono rimasto colpito dalla bellezza di questa sorta di palafitte sull’acqua che dominavano la costa, in sequenza una dopo l’altra come fossero villette a schiera a ridosso del mare – come amo definirle – nonostante alcune siano rimangano isolate, le quali, probabilmente, sono ancora quelle che conservano la loro antica funzione tradizionale seppur la maggior parte di esse abbiano subito l’ondata tecnologica dovuta alla progressiva modernizzazione delle tecniche di pesca che permette di incrementare la produttività a scapito, a volte, della selezione qualitativa del prodotto. Nonostante questa mia piccola critica, devo ammettere che in queste costruzioni e nei numerosi carretti street food disposti sul lungomare della costa termolese si mangia ottimo pesce fresco, frutto dell’Adriatico fra cui anguille, spigole, canocchie e triglie.
Ma vediamo adesso cosa sono esattamente i trabucchi; essi sono costruzioni che risalgono circa alla metà del XVIII secolo, anche se, secondo le ricostruzioni di alcuni storici la loro origine sarebbe addirittura da collegare all’inventiva del popolo fenicio – attorno agli anni 1000 a.C – ed, inizialmente, erano presenti nel territorio abruzzese, nel chietino, per essere precisi, ma successivamente, a causa degli scambi commerciali e tecnologici queste palafitte si diffusero anche nei territori circostanti del litorale basso adriatico come il Gargano ed il Molise, di cui ho avuto diretta testimonianza durante il mio pernottamento nella città di Termoli, in provincia di Campobasso, costruzioni che rappresentano da quel momento in poi la tecnica “principe” della pesca marittima.
I trabucchi nascono con uno scopo molto preciso: quello di evitare la raccolta ittica lontano dalla costa per non imbattersi nelle avverse condizioni metereologiche e in incidenti connessi alla mareggiata troppo forte e difficile da affrontare con i mezzi scarsamente equipaggiati dei pescatori del XVIII e XIX secolo che, appunto, non permettevano un’attività di pesca in tutta sicurezza.
Il meccanismo di funzionamento è piuttosto semplice: collocati verso la parte più protuberante della costa, quella situata più a largo, per intenderci, i trabucchi sfruttavano delle enormi reti da pesca gettate in mare e supportate grazie ad un sistema di braccia resistenti fatte di legno – il materiale principale delle costruzioni – che permettevano la raccolta di grossi carichi di pesce.
Consiglio vivamente a chiunque passasse dalla zona del basso adriatico, possibilità permettendo, di fare visita all’interno di una di queste palafitte e, perchè no, sedersi e mangiare un ottimo pescato locale!
P.S Il Molise esiste ed è fantastico!
Scusate per la foto ma la mia vacanza molisana risale a circa 11 anni fa; inutile dire che nel 2009 la tecnologia fotografica era completamente diversa da adesso.

Consigliato

Classificazione: 3.5 su 5.

2 pensieri riguardo “Il trabucco: un braccio sul mare

  1. Pranzare in un trabucco resta un mio desiderio. Ho avuto la possibilità di visitarne alcuni in Puglia, nel Gargano ma un calice vista mare e un piatto di buon pesce renderebbe l’esperienza ancora più piacevole.

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