Il castello di Brescia: una roccaforte nel centro storico

Uno dei luoghi più suggestivi e attraenti di Brescia è sicuramente la sua storica fortificazione collocata sul colle Cidneo che si erge al centro della città lombarda. Secondo gli esperti in materia, le prime tracce di un insediamento potrebbero essere fatte risalire addirittura all’età del bronzo – quindi si parla di un periodo che va dal 1100 al 900 a.C – anche se la maggior parte delle strutture che vediamo oggi risalgono all’epoca medievale in cui la funzione era quella di essere utilizzata come roccaforte per difendere Brixia (il nome latino di Brescia) dalle invasioni dei popoli circostanti. La sua storicità bellica è da attribuirsi all’incirca all’inizio del XIV secolo grazie alla famiglia dei Visconti che, allora, controllava ed amministrava la città. Successivamente, dopo che la potenza viscontea cessò di dominare Brescia, la sua gestione passò nelle mani dei Veneti che misero in atto ulteriori modifiche per rendere ancora più inespugnabile la fortezza eretta sul nostro colle Cidneo come, ad esempio, la costruzione di una polveriera proprio sotto il bastione chiamato oggi “torre dei francesi”.

Questa denominazione si deve al fatto che fra i vari “possessori” di Brescia ci fu anche il popolo d’oltralpe che scalzò i Veneti esattamente fra il 1509 e il 1512 che ha contribuito alla costruzione della torre che oggi offre una visione completa del vigneto presente immediatamente sotto quest’ala della rocca, di Via Pusterla e delle case presenti sulla Via Panoramica, la salita che porta sul Monte Maddalena.
In epoca contemporanea, dalla metà del 1800 in poi per intenderci, il castello continuò ad essere utilizzato per scopi militari e per la detenzione dei nemici catturati durante le sommosse risorgimentali che videro Brescia in prima linea, in cui rimangono scolpite nella storia le famose Dieci Giornate, una resistenza che ci fece attribuire di diritto il titolo di Leonessa d’Italia e che, grazie all’eroismo dei nostri soldati in rivolta contro gli oppressori austriaci ci valse la medaglia d’oro come benemerita del risorgimento nazionale mentre, dalla fine del 1800-inizi 900, il castello ha dato il via alla sua attuale funzione, quella turistica e museale che accoglie ogni anno migliaia di persone grazie al contributo di alcuni benefattori bresciani come Dominatore Mainetti che, in passato, hanno contribuito alla riqualificazione della struttura.
Al suo interno vi sono alcuni musei che vale la pena visitare: il museo delle Armi, ad esempio, in cui vi sono esposti tutti gli strumenti bellici utilizzati nel corso della storia, a disposizione dei soldati per difendere Brescia dagli attacchi esterni, le armature e tutto ciò che è legato alle battaglie che si sono succedute nei secoli, il Museo del risorgimento che racconta i moti di metà ottocento in cui, come ho già detto poc’anzi, la città è stata il simbolo della resistenza ed, infine, una sala dedicata ai plastici ferroviari del “Club Fermodellistico Bresciano”.
Iniziamo adesso il nostro giro turistico attraverso le varie tappe del castello!
Innanzitutto, prima di entrare possiamo osservare l’ingresso, molto ampio, posizionato dopo un piccolo ponte da cui passavano i soldati per ritirarsi all’interno delle mura.

Attraversando la sua piccola e buia galleria di circa 10 metri che ci porta, finalmente, all’interno della fortificazione possiamo notare un grosso lampadario risalente al XX secolo ed una scritta che evoca la storicità del luogo che, come si evince dalle parole, menziona il re Vittorio Emanuele III in carica dal 1900 al 1946:

“Campidoglio e sacrario di vetusta civiltà
propugnacolo di libero comune
schermo di efferate tirannidi
questo colle
converso al bacio della redenzione
in amenità di pubblici giardini
accolse a festa
le gare feconde del lavoro
plaudente Italia
Auspice Vittorio Emanuele III
XXIX MAGGIO MCMIV”

In queste righe si può leggere l’intera cronologia del Castello e la funzione che il luogo ha assolto sin dai tempi pre-americani ma che, ora, appunto, si è “convertito” alla redenzione, abbandonando la sua natura battagliera per accogliere i cittadini nella veste di giardini pubblici, sotto la “plaudente Italia” dell’allora Re Vittorio Emanuele III.
Una volta superata la piccola galleria del portone d’ingresso dei visitatori abbiamo due opzioni: andare a destra o a sinistra.
Seguendo quest’ultima scelta abbiamo due opzioni ulteriori: “tagliare” prendendo la scala che conduce direttamente alla Fossa Viscontea e alla Torre dei prigionieri oppure attraversare il bastione di S.Marco, il cui cortile ospita numerose manifestazioni estive (la scorsa estate, ad esempio, cinema sotto le stelle). Arrivati qui, si entra in una galleria che ci porta a percorrere la strada che sovrasta i campi da Tennis del club “Forza e Costanza” e, continuando il percorso, arriviamo alla fossa viscontea che, spesso, d’estate diventa teatro di eventi dedicati per lo più alla musica.

Fossa viscontea

Continuando il percorso in maniera retta – non ci sono bivi o alternative – si arriva alla Fossa dei Martiri in cui si può osservare la città dall’alto non solo grazie alla bassa cinta ma anche alla sua “gabbia” in cui nel 1849 venivano rinchiusi e giustiziati gli insorti dei moti risorgimentali.

Fossa dei martiri

In quest’ala del Castello, sulla destra, inoltre, vi è la Torre Coltrina, denominata così grazie all’opera del suo architetto, Jacopo Coltrino in cui è presente una piccola balconata – sinceramente più piccola rispetto a quella “francese” – da cui si può osservare la zona più storica della città con una vista sulla Loggia, il Duomo, il quartiere del Carmine e tutte le vie di Borgo Trento e parallele alla via Crocefissa di Rosa. A questo punto, arriviamo alla torre dei Francesi. illustrata all’inizio dell’articolo e, una volta superata, camminando per circa 300 metri arriviamo a quella che, secondo me, è la parte più suggestiva e “storicamente conservata” del Castello, la Torre ed il ponte levatoio dei prigionieri che, come ben illustra, il cartello apposto da Brescia Musei, fu costruita in epoca veneziana, al termine del 1400 ed aveva la funzione che ben si può intuire dalla sua denominazione, cioè la detenzione dei criminali di guerra e non.

Una volta superata questa parte del Castello, giungiamo verso la fine del nostro percorso con una strada in discesa che ci farà incontrare la parte museale della nostra roccaforte con una sala dedicata al periodo risorgimentale, una dedicata alle Armi, intitolata a Luigi Marzoli, imprenditore bresciano e Cavaliere del Lavoro e, infine, uno spazio riservato ai modellini ferroviari, il centro Fermodellistico Bresciano.
Arriviamo ora alla parte conclusiva del tour all’interno del castello Bresciano, con un ampio giardino dedicato alla nostra gemellata tedesca Darmstadt, nel Bastione di S.Faustino in cui è stata costruita la palazzina del dominatore Haynau, il generale austriaco che portò alla resa della nostra cittadina dopo dieci giorni di feroci battaglie e sacrifici per la resistenza.
Qui, oltre ad esserci una stupenda vista sul centro di Brescia (ed un binocolo con cui osservarla più da vicino), vi è la testa di una locomotiva in scala 1:1 che, come ci dice il cartello apposto a spiegazione, fu costruita dalle Officine meccaniche di Saronno (VA) per poi essere consegnata alla società nazionale tranvie nel 1906 ed iniziò la sua operatività l’anno successivo nella tratta ferroviaria Brescia-Iseo-Edolo e Rovato-Soncino-Cremona.
La locomotiva fu testimone delle due grandi guerre del secolo trascorso e, date le condizioni non più idonee alla sicurezza dei suoi utenti, fu deposta sul colle Cidneo dal nostro sindaco in carica nel 1961, Bruno Boni, in onore del ricordo dei grandi combattenti bresciani che presero la difesa della nostra patria durante le battaglie del 15-18 e della seconda guerra mondiale.

Adesso non ci rimane che uscire dal portone da cui siamo entrati e prenderci una tazza di caffè in uno dei bar presenti immediatamente fuori dall’uscita del nostro castello, alla vista di uno splendido viale alberato “decorato” con lampioni del secolo precedente e ritornare a casa carichi di ricordi storici ed emozioni.

Fonti utilizzate:
https://www.bresciamusei.com/ncastello.asp?nm=16&t=Le+10+giornate+di+Brescia
http://www.turismobrescia.it/it/percorso/sul-colle-del-castello
http://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/1A060-00501/

Come sempre, vi invito sulla galleria del mio Facebook!

Consigliato

Classificazione: 4 su 5.




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2 pensieri riguardo “Il castello di Brescia: una roccaforte nel centro storico

  1. Ti era piaciuto Fulvia? È una delle perle che abbiamo qui a Brescia

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  2. L’ho visitato tantissimi anni fa.

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