Valencia: un itinerario completo

Partiamo?

Sarebbe facile iniziare a parlare di un viaggio normale ma, ovviamente, ogni meta va conquistata con la fatica e il sacrificio; proprio per questo motivo, prima di iniziare, vi racconto di come io e i miei due compagni di viaggio siamo giunti qui dopo ben 24 ore di viaggio.
Una settimana prima della partenza del volo, il 25 luglio, la compagnia aerea con cui abbiamo scelto di volare annuncia uno sciopero imminente proprio il giorno in cui dovevamo recarci all’aeroporto Caravaggio di Bergamo per iniziare, finalmente, il nostro periodo di relax. Decisi a partire, abbiamo prenotato in fretta e furia un volo al costo più basso possibile (ed è stato veramente difficile dato il periodo e il poco preavviso). Troviamo un biglietto di andata a “soli” 78 euro, unica clausola, uno scalo. Partenza Malpensa (per me sono 60 km in più rispetto a Bergamo), scalo a Lisbona e poi “comodo” arrivo a Valencia. Tutto molto bello se non che, una volta arrivati a Lisbona la compagnia aerea ci comunica che il volo da Lisbona a Valencia è stato cancellato.
Disperazione.
La compagnia che ci aveva cancellato il volo ci propone come unica soluzione un volo, il mattino dopo rispetto al nostro arrivo, che prevedeva un nuovo scalo, Monaco di Baviera. Non finisce qui; la compagnia aerea, una fra le più serie con cui abbia mai volato, per scusarsi dell’accaduto ci offre un buono per cenare al ristorante, una notte in un albergo a 4 stelle a Lisbona, presso la zona del Jardim Zoologico a 3 fermate di metro dal centro storico e la colazione gratuita il mattino dopo con la navetta dall’albergo all’aeroporto Delgado. Giunti in albergo e in piena adrenalina per la bellezza di un 4 stelle, decidiamo di fare un giro di un’ora a Lisbona per vedere le vie del centro storico e vedere la grandezza e la maestosità del fiume Tago. Torniamo in albergo alle 3, prendendo un taxi che per 7 km ci ha fatto pagare poco più di due euro a testa per poi svegliarci alle 5.30 e aspettare la navetta delle 6 che ci portasse in aeroporto per prendere l’aereo per Monaco di Baviera e successivamente, aspettare due ore per fare scalo per arrivare finalmente a Valencia, all’incirca alle 14 del pomeriggio. Per fortuna che non ci sono stati altri successivi imprevisti altrimenti, ve lo giuro, me la sarei fatta a piedi.

Cosa vedere a Valencia: consigli e tour virtuale

Valencia è una città molto ricca di patrimoni storico-culturali e bellezze naturali. Qui vi racconto ciò che ho visto nella mia esperienza durata cinque giorni, raccontandovi i posti più belli che ho visto nella mia vacanza spagnola.

La città della Scienza e delle Arti

Fuori dall’incantevole centro storico di Valencia esiste un bellissimo quartiere che merita di essere visitato e che rappresenta più di ogni altra, una tappa fissa per i turisti di tutto il mondo che approdano in questa città.
A sua volta, il quartiere della scienza e delle arti ospita differenti attrazioni: l’hemisferico, l’oceanografico, e il museo della Scienza Principe Felipe e il palazzo delle Arti Reina Sofia.
Prima di addentrarmi nel racconto e spiegarvi ciò che ho visto in questo rapido tour, vi lascio alcune fotografie da esterno, cliccando l’icona seguente, relativa alla mia pagina scattate da diverse prospettive.
Personalmente vi consiglio, in caso aveste poco tempo di visitare, le tre “stelle” principali, ognuna con uno stile e un marchio riconoscibile e singolare: Oceanografico, Hemisferico e museo della Scienza Principe Felipe.

L’oceanografico di Valencia

Questo “acquario” è’ il più grande acquario d’Europa per estensione e al suo interno può contare all’incirca 45.000 animali marini suddivisi in 500 specie differenti fra cui delfini, celenterati, pinguini e molluschi.
Il colore dominante è il blu, un blu marino che regna sovrano nelle stanze e nei corridoi dell’edificio. Ogni sezione è accompagnata da descrizioni molto dettagliate in diverse lingue e una musica di sottofondo che aiuta a immergersi maggiormente nell’ambiente, oltre che molti video proiettati che spiegano il comportamento e le abitudini degli animali nel loro habitat naturale.
Ogni sezione dell’acquario è diviso in tipologie di specie presenti, alcune in spazi interni altri in esterni tra cui foche, tartarughe marine, coccodrilli, mediterraneo (in cui vi sono tutte le specie presenti nel mare nostrum), creature dell’oceano, animali dell’artico e dell’antartico, leoni marini, animali delle isole continentali, animali delle isole oceaniche anche se quello che maggiormente ha attratto la mia attenzione sono state le meduse, tanto belle quanto pericolose, come la Chrysaora Melanaster, di cui vedete la foto.

E’ veramente complicato per me poter raccontare a parole tutte le bellezze che ho visto nel corso di questa esperienza.
Sono sempre stato attratto dal mare, dall’oceano e dai suoi misteri ma, allo stesso tempo, ho sempre avuto timore della profondità marina ma questa visita mi ha aperto gli occhi su quanta vita c’è in una sostanza “semplice” come l’acqua.

Una volta usciti dalla parte interna dell’edificio, il giro dentro l’oceanografico continua, prima con lo “stadio” in cui durante il giorno si possono assistere a fantastici spettacoli con i delfini e poi un’area in cui, l’uno accanto all’altro, in acque basse vi sono i fenicotteri, veri divi della sezione esterna dell’acquario per i loro colori e per la fisionomia del loro corpo.

A questo punto, compreso nel medesimo complesso del famoso acquario valenciano abbiamo anche un altro punto di interesse: quella che io chiamo “la gabbia”, in spagnolo humelades una grande sfera in cui sono presenti diverse specie di uccelli tropicali.

L’Hemisferic

Questa attrazione della città della Scienza è sicuramente la più sensazionale, quella che più di tutte vi farà rimanere a bocca aperta. Siete mai stati in un planetario, al buio, osservando le stelle come se foste in una capsula lanciata nell’iperspazio? Se la risposta è sì allora potete vagamente capire la sensazione di essere all’interno di un cinema a 360 gradi con la proiezione lungo tutte le pareti della grandissima sala dall’altezza di 100 metri in cui vivrete un’emozione incredibile, un’esperienza completamente immersiva, grazie agli occhiali 3D in dotazione, provvisti di cuffie – in differenti lingue fra cui anche l’italiano. Nel mio caso, ho avuto la grandissima botta di fortuna di assistere ad una proiezione della durata di circa 60 minuti dedicata alle bellezze dello stato americano del Colorado, esplorando la varietà del territorio in cui la protagonista ci ha accompagnato attraverso i boschi, i canyon, le montagne rocciose e la monumentale San Luis Valley.Questa struttura è stata progettata per assomigliare ad un occhio umano all’interno del quale ci siamo noi che, allo stesso modo osserviamo ciò che ci accade tutto attorno, mettendo a fuoco ogni dettaglio essenziale della visione. Purtroppo, data l’impossibilità di effettuare scatti sia per il divieto imposto sia per la mole di gente presente, non ho potuto fotografare la sala ma penso sia meglio così. Ogni tanto fa bene custodire un ricordo. Inoltre, come sempre, non voglio rivelare troppo a chi, prossimamente farà una visita.

Museo della scienza Principe Felipe

Questo complesso, che completa il cerchio delle tre “stelle” della cittadella della Scienza, è uno dei musei scientifici maggiormente futuristici ed interattivi.
Esso si sviluppa su tre piani, ognuno dei quali assolve ad una diversa funzione; al piano terra si trova la biglietteria dove potete acquistare il ticket d’ingresso e alcune sale dedicate a mostre d’arte e al mondo animale e negozi di souvenir.
Al primo piano, tramite numerose installazioni, è possibile “giocare” con la scienza e con i principi della fisica, potete sperimentare anche interventi interattivi di chirurgia, esplorare il corpo umano ed imparare da plastici che spiegano il movimento degli atomi.
Salendo, oltre alle consuete installazioni, potremo vedere le più importanti ricerche di alcuni scienziati fra cui ricordo Severo Ochoa e Jean Daussat.
Arrivati all’ultimo piano, abbiamo l’esposizione di alcuni pezzi del materiale di scena utilizzati nella serie intergalattica Star Trek ed opere e materiali dedicati all’emergenza climatica che, purtroppo, affligge il nostro pianeta.


Come arrivare: Uno dei punti di forza di questo complesso museale è la sua posizione fisica: situato vicino ad alcune delle playe più rinomate di Valencia, come la Malvarrosa, vi permetterà di coniugare perfettamente cultura e divertimento.
Vi lascio un po’ di istruzioni su come arrivare presso il complesso della Scienza:
Dalla fermata del bus n°35 Marques de Sotelo, fra la metro Xativa e l’Ajuntament, fate circa 11 fermate sino ad arrivare allo stop di prof. Pinero Lopez, la più vicina alla cittadella oppure, in alternativa, salendo alla stessa fermata, potete prendere il bus n°15 e scendere a Jesus Morante Borras (circa 14 fermate).
Infine, la terza opzione è quella di prendere il bus n° 95 direzione Marina Real (come ho fatto io) dalla via che intercorre tra la Torre des Serranos e i Jardins del Real, percorrendo un tragitto di circa 15 minuti, scendendo a Eduardo Primo Yufera.

La ciutat vella – il centro storico

Siccome non amo spoilerare troppo dei posti in cui vado mi limiterò a dire: girate, perdetevi fra i carrer di Valencia e vi innamorerete del grande fascino di questa città, un po’ malinconica ma ricca di arte, architettura e di vita. Fra le sorprese più belle che ho “incontrato” in questa vacanza ci sono i murales, di cui le vie della città sono pieni. Vi consiglio inoltre di fermarvi in un qualsiasi bar per fare un aperitivo e gustare le tapas accompagnate da una buona sangria o, ancora meglio, dall’agua de Valencia, un cocktail a base di cava o champagne, succo d’arancia, vodka e gin, veramente buono con un sapore dolce e succoso.
Per gli amanti del “retrò”, fra le carrer di Valencia esistono numerosissimi posti come quello nella foto sottostante. Oltre ai classici bar vintage, potete trovare anche negozi di abbigliamento anni ’80/’90, negozi di musica con CD in vinile e officine d’artigianato dove acquistare prodotti creati a mano a prezzi tutto sommato bassi.
Se poi siete delle persone che desiderano un po’ di solitudine o di relax, il centro di Valencia ha numerosi piccoli parchi in cui sedersi su una panchina a riposare, godervi un po’ di relax o consumare un pasto (rispettando l’ambiente).
Percorrendo la città, potete poi trovare delle bellissime piazze come Plaza de la Virgen o Placa de la Reina e delle chiese nascoste come quella di S.Nicolas per fare delle foto ricordo portando con voi, per sempre, il calore della Spagna Valenzana.

Clicca per vedere altre immagini della Ciutat Vella!

La cattedrale e la torre del Miguelete

Il principale sito ecclesiastico valenciano sorge tra Placa de la Reina e Placa de l’Armoina, nel cuore della vecchia cittadella. La cattedrale fu edificata intorno al XIII secolo sulle spoglie di un tempio romano che, successivamente, a causa dell’alternanza dei popoli che occuparono la città divenne una moschea islamica.
Proprio per queste ragioni, la cattedrale è unica nel suo genere in quanto rappresenta un mix di stili architettonici che è ben evidente se procediamo all’osservazione delle tre porte d’accesso alla cattedrale; la prima infatti, quella principale che permette l’accesso ai turisti, “la porta di Los Hierros” (ovvero la porta dei ferri), incarna l’arte barocca, dominante fra il XVI e il XVII a testimonianza che questa fu edificata ben V secoli dopo la data ufficiale della costruzione della Cattedrale; la seconda porta, denominata “porta degli apostoli” e la terza denominata “porta del Palau” rappresentano, rispettivamente, lo stile gotico (XII secolo) e romanico (XII secolo).
Una piccola curiosità su questa cattedrale è che, oltre ad essere un importante sito turistico-architettonico, rappresenta un punto d’approdo molto importante per i credenti in quanto – secondo la tradizione cristiana – non è una notizia certa, nè vi sono prove a favore – all’interno di una delle sue cappelle, chiamata “Cappella del Graal”, sarebbe custodito il calice omonimo da cui Cristo bevve durante l’ultima cena con gli apostoli. Per gli appassionati di arte, invece, oltre alle opere conservate nella navata della chiesa, vi è una sezione – il museo della Cattedrale – che ospita numerosi beni artistici fra cui i dipinti del pittore spagnolo Francisco Goya. L’accesso al museo della cattedrale è incluso nel biglietto di ingresso alla cattedrale stessa.
A sovrastare la chiesa Valenciana vi è la torre del Miguelete, chiamata così in onore di S.Michele Arcangelo, condottiero della battaglia contro il drago, simbolo demoniaco, come riportato nell’Apocalisse di Giovanni 12, 7-8:
“E ci fu una battaglia nel cielo: Michele e i suoi angeli combatterono contro il dragone. Il dragone e i suoi angeli combatterono, ma non vinsero, e per loro non ci fu più posto nel cielo”. Durante la scalinata, di 207 gradini, potremo osservare due stanze, la prima delle quali serviva ad ospitare persone che necessitavano di asilo presso la Cattedrale mentre la seconda era adibita al “personale” della Chiesa fra cui i “suonatori di campane”. Arrivando in cima, potremo osservare il panorama della città dal terrazzo con le sue 11 campane, ciascuna con un nome differente.

Orari di apertura:
Cattedrale: 8.30 – 20.30
Museo cattedrale: 10 – 18.30

Le visite guidate osservano i seguenti orari:
da Gennaio ad Aprile: 10 – 17.30
da Maggio al 15 Settembre: 10 – 18.30 tranne la Domenica 14 – 18.30
dal 15 settembre al 30 dicembre: 10 – 18.30 tranne i weekend che la chiusura è alle 17.30

Tel
: 963 918 127

Prezzo:
Singoli 7 €
Gruppi 4 €
Pensionati 5.50 €
Disabili e bambini sotto i 12 anni: FREE

Come arrivare
: la fermata più vicina è XATIVA (10/15 minuti a piedi) da cui passa la linea rossa, che arriva direttamente dall’aeroporto; mentre esistono anche alcuni autobus che collegano il sito, il numero 94 Av Franca-Campanar (fermata poeta Llorente-Temple), 4 Natzaret-Poeta Querol e scendere a questo capolinea (+circa 10 minuti a piedi passando per carrer del poeta Querol e Placa de la Reina) , 19 tratta Cavite-Placa de l’ajuntament ovvero il bus che collega il cuore di Valencia (capolinea Placa de l’ajuntament con la spiaggia più nota, Playa de la Malvarrosa).

Il mercado central

Il mercato centrale di Valencia sorge a Placa del Mercado situata a pochi minuti da Placa de la Reina, nel cuore della città spagnola ed è collocato esattamente di fronte allo storico monumento di “Lonja de la Seda” e alla chiesa dei “Santos Juanes“.
Il mercato ha un’estensione di circa 8000 mq – ben 3 volte rispetto alla misura della celeberrima Bouqueria di Barcellona – ed è meta obbligatoria per i visitatori che vogliono immergersi nei sapori tipici del sud della Spagna.
Infatti, la bellezza e la varietà che offrono le oltre 900 bancarelle rappresentano una tappa imprescindibile per coloro che vogliono fare una tasting experience nella capitale valenzana, assaggiando salumi, formaggi, vini, le tradizionali tapas, la frutta e tutti i prodotti locali derivanti dalla terra coltivati a km0.
Perdendovi per le “vie” del Mercado Central, se alzerete gli occhi al cielo vedrete una bellissima cupola in stile pre-modernista (1914-1928). Lo stile architettonico è degno di nota, non è il classico mercato in cui l’attenzione si focalizza sui prodotti ma è una vera e propria opera d’arte, unica nel suo genere che fa di questo luogo uno dei più belli d’Europa per la combinazione fra la sua parte visiva, i suoi prodotti, i prezzi e la qualità del cibo disponibile.
Molte fra le bancarelle presenti consentono ai visitatori di godere di un velocissimo pasto alla maniera “street food” fra cui sangria e tapas o vino + tapas o, in alternativa, potete mangiare dei panini con affettati spagnoli a cifre veramente basse. Ad esempio, ricordo di essermi fermato ad una bancarella ed aver gustato una piccola ciabatta con formaggio locale e una lattina pagando poco più di 2 euro quindi el mercado central è anche un ottimo punto in cui mangiare qualcosa alla veloce per chi non vuole spendere eccessivamente oppure non vuole fermarsi troppo tempo a consumare il pranzo.
Comunque, in generale, non preoccupatevi perché a Valencia i prezzi sono piuttosto bassi e le porzioni sono abbastanza soddisfacenti. Fra i locali e ristoranti della Ciutat Vella, molti proporranno il menu paella + sangria a cifre piuttosto modiche (9,90 €- 10,90 €) e devo dire, per esperienza, che quasi ovunque si mangia bene, si spende bene e in ogni posto il servizio è ottimo.
Ovviamente, l’ingresso è libero e gli orari di apertura sono dal lunedi al sabato 7-15, CHIUSO la domenica.
Per maggiori info vi lascio il sito ufficiale del mercado central: https://www.mercadocentralvalencia.es/

Torre Des Serranos

Nonostante questa torre abbia uno stile che ricorda le costruzioni arabe che, a causa della vicinanza, ha sicuramente avuto un’influenza sui costruttori valenzani, è edificata secondo lo stile gotico, tipico del XIII/XIV secolo. La sua “messa in costruzione” risale proprio a quest’epoca. La torre de Serranos sorse, infatti, a fine del 1300 ad opera di Pere Balaguer.
Valencia, come la maggior parte delle città storiche fra cui Parigi e Milano era cinta da porte e da mura e le torri erano il punto più alto da cui osservare i movimenti delle truppe avversarie fuori dalle recinzioni; attualmente la cittadina valenzana ospita 12 antiche torri di cui quella dei Serranos fa parte.
Una piccola curiosità in merito a questo sito storico è che alla sua base, a febbraio di ogni anno, l’ultima domenica per essere precisi, si celebra un evento molto sentito dalla comunità valenzana, la Crida che sancisce l’inizio delle Fallas, una sorta di carnevale che apre le danze all’inizio della primavera in cui i cittadini si travestono e si cimentano in balli folklorisitici assistendo alle sfilate dei carri presenti che camminano per le “carrer” della città.
Vi consiglio vivamente di visitare la torre, situata in Placa de Los Furs, di fronte ai giardini del Real e del Villeros.
Il prezzo è veramente molto basso, relativamente a quanto offre la torre, 2 € prezzo intero, 1 € ridotto mentre se avete la VLC CARD potrete entrare gratuitamente e la durata della visita è di circa 15/20 minuti

6 pensieri riguardo “Valencia: un itinerario completo

  1. Speriamo per l’autunno, magari saremo tutti vaccinati con tanto di green pass!

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  2. A chi lo dici, io volevo andare in Spagna (a Madrid) qualche giorno perchè non serve la quarantena e ho trovato un volo 50 euro andata e ritorno ma servono un sacco di documenti :(

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  3. Volentieri, ti chiederò sicuramente appena mi decido a usare i voucher – ormai non ne posso più di voli cancellati!

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  4. ahah comunque guarda, tutto sommato la mia “odissea” è stata divertente, una cosa da raccontare! Comunque si ti capisco, anche io ho lo stesso problema con i voucher ma di easyjet e nemmeno io voglio fare quarantena! Valencia te la consiglio, è bellissima ed incarna il vero spirito della Spagna :) se vuoi info chiedimi e ti aiuterò :)

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  5. In queste ultime settimane ho iniziato a preparare una lista dei posti in cui potrei andare quest’autunno: devo utilizzare i buoni Ryan Air in scadenza e vorrei iniziare con una meta all’estero ma dove non si siano obblighi di quarantene. Valencia è in cima alla lista, seguita a ruota da Siviglia. In teoria da Torino a Valencia ci sono voli diretti, ma spero proprio che non finisca in un’odissea come la tua ;) Però ne è valsa la pena, dai!

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  6. Credo che trascorrerei praticamente una giornata all’oceanografico. Di sicuro questa vacanza ve la siete proprio meritata!

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