Trentino Alto-Adige: i laghi che consiglio

Una fra le caratteristiche più importanti di questa regione è sicuramente la presenza di numerosi laghi che rendono l’atmosfera ancora più magica.
Qui non vi racconto i laghi che preferisco ma mi limito a mostrarvi e raccontarvi quelli che ho visto in questi ultimi anni sebbene io sappia che qui ve ne siano tantissimi altri degni di nota che, sicuramente, terrò a visitare al più presto possibile.

1) Il principe della Paganella: Molveno

Il lago di Molveno, situato in prossimità delle Dolomiti del Brenta, è uno dei laghi più belli ed imponenti del Trentino Alto-Adige oltre che per la limpidezza delle sue acque anche per le sue meravigliose spiagge in cui si può camminare a contatto con l’acqua ed osservare in essa il riflesso delle nuvole.
Rispetto ad altri laghi meno noti del Trentino e dell’Alto Adige, quello di Molveno è una vera e propria attrazione per i turisti tanto che, fra tutti quelli che ho visitato, è stato quello che offriva i maggiori servizi: bar, ristoranti, noleggio barche e canoe, casette in cui varie associazioni “vendevano” le loro esperienze fra cui bungee jumping e parapendio – che, per altro, mi ha tentato parecchio.
Dopo essere partito dal mio alloggio, un bellissimo hotel vista montagna sito in località “Fai della Paganella”, un bellissimo borgo nell’omonima valle, abbiamo percorso all’incirca 15 minuti di automobile, lungo una strada provinciale in discesa che, dall’alto, ci portava sempre più verso le rive del lago, permettendoci di godere, di una vista mozzafiato, facilitata dal clima soleggiato di quella giornata, anche se poi, in poco tempo è scoppiato un diluvio che ci ha costretti a fuggire dal lago, permettendoci di godere solo a metà delle sue bellezze.
Come ho accennato poco fa, dopo aver parcheggiato all’inizio del lungolago, abbiamo intrapreso una camminata lungo gli argini del “principe della Paganella“, ricolmo di decorazioni floreali.
Dopo aver “incontrato” un piccolo molo iniziale, abbiamo affrontato il vero e proprio percorso sulla sponda destra, di circa 30 minuti; la sensazione che avrete, una volta arrivati al termine del sentiero sarà quello di essere in un tranquillo paese della riviera romagnola per via della quantità di persone presenti e della varietà dei servizi offerti: vi sono molti bar e ristoranti che dispongono di menù di ampia scelta: panini, pizze, insalatone, primi/secondi piatti locali e dessert come la sacher e lo strudel.
Vi è, inoltre, un grandissimo spazio giochi per i bambini con scivoli, altalene e quant’altro, un centro sportivo con la piscina e, nelle vicinanze di un altro molo, barche, motoscafi e canoe per una breve escursione nel bellissimo lago trentino.
Inoltre, per chi volesse divertirsi, ci sono alcuni eventi sportivi a cui assistere come i tornei di bocce che spingono numerosi turisti ad attorniarsi vicino al campo e tifare per i giocatori presenti.
Nei dintorni del lago, dopo aver concluso la passeggiata romantica, potrete visitare numerose località montane nelle vicinanze come, ad esempio il paese di Molveno, Fai della Paganella ed Andalo – di cui vi parlerò successivamente (vedasi categoria “bel paese > montagna) – una piccola perla delle dolomiti in cui sono presente botteghe locali, una bellissima piazza e la possibilità di acquistare prodotti tipici trentini di ottima qualità fra cui, soprattutto, formaggi e salumi.
Come arrivare al lago di Molveno è molto semplice: dovete prendere la A22 – Autostrada del Brennero ed uscire allo svincolo di Mezzocorona, imboccare la ss 43 fino alla frazione Mezzolombardo e, successivamente la sp 243 per Fai della Paganella.
Per maggiori informazioni visitare il sito: https://www.molveno.it/it

2) Il custode di Morgana: Anterselva

Durante questo weekend (8-9 ottobre 2019) dopo circa tre ore di viaggio, siamo arrivati a destinazione al paese in cui alloggiavamo, Rasun di sotto, un paesino molto piccolo, immerso nella natura e nella quiete più totale, abitato da poco più di mille anime e in cui, oltre al settore alberghiero molto florido, la popolazione locale è ancora legata agli antichi mestieri tipici della tradizione altoatesina.
A questo punto, data l’ora decidiamo di fermarci in albergo a riposare e, volendoci godere il lago di Braies con calma, l’indomani e con forze fresche, dovevamo trovare qualche spunto su un luogo da visitare nelle vicinanze che non ci portasse via troppo tempo.
Quindi, ovviamente e rigorosamente senza aver visto le foto del Lago di Anterselva per non spoilerarmi nulla, abbiamo deciso di partire alla volta di questo posto che oserei definire quasi enigmatico.
Arrivati in loco, dopo circa 20 minuti di marcia in mezzo al verde, alle montagne e alla natura incontaminata siamo arrivati al parcheggio (gratuito) del lago di Anterselva in cui subito la mia attenzione è ricaduta sulla dicotomia contrastante del luogo tra antico-puro e moderno-artificiale grazie alla presenza di un fitto bosco da cui si diramano vari sentieri e i lussuosissimi relais collocati lungo le coste dell’Anterselva. Contrasto che, a parer mio, si sposava perfettamente perché non solo non era particolarmente stonante ma, alla vista e ai sensi era tutto in equilibrium e il silenzio con un minimo rumore della vegetazione accompagnavano i nostri passi.
A testimonianza di ciò che ho appena detto, accanto ad uno di questi splendidi relais vi era un cortile con alcune specie animali fra cui un bellissimo cerbiatto, che scherzosamente ho rinominato “Bambi”.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è cerbiatto_lago_trentino-1.jpg

Da grande amante degli animali e perditempo quale sono, ovviamente, ho perso più di mezz’ora a giocare con Bambi anche perché, dico la verità, ero molto incuriosito dato che non mi era mai capitato di vedere un cerbiatto “dal vivo”.
Tralasciando ciò, proprio di fronte al parcheggio vi è un piccolo boschetto che, da una parte si inoltra verso l’entroterra, mentre, attraversando la strada (larga circa 1 metro), dall’altra, troverete una piccola pineta con l’accesso diretto al lago per godere di una vista bellissima e incantevole.

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Da questo punto, però, come ben vedete, non vi è la possibilità di intraprendere la circumnavigazione attorno all’Anterselva; per cominciare il percorso dovrete tornare indietro di circa 500 metri fino a che non vedrete un fantastico bar, stile altoatesino/baita di montagna categoricamente in legno in cui, ovviamente, ci siamo fermati per gustare una buona birra in compagnia di simpaticissime persone del luogo le cui chiacchiere e risate facevano da sottofondo al silenzio naturale del luogo.

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Si era fatto un certo orario e ormai era veramente tardi, pensavo. E invece, ancora una volta, mi sbagliavo. Nonostante il percorso dichiarato fosse all’incirca della durata di un’ora, abbiamo deciso di provare a iniziare questo tour lacustre alla scoperta dei diversi punti di angolazione del lago che, vi assicuro, regalava una sensazione visiva meravigliosa oltre che una leggera malinconia autunnale che permette di empatizzare a fondo con il luogo che stai visitato, cogliendo tutte le sue sfumature e facendoti venire voglia di trattarlo con amore e rispetto.
E’ stata una scelta saggia proprio perché, dopo pochi minuti di cammino, il crepuscolo stava avanzando e, dato il clima d’inizio autunno e l’altitudine a cui è collocato il lago ciò che ci ha regalato la sponda opposta del lago è stata una miscela di colori freddi unitamente ad una sensazione di pace, come fosse presente un particolare effetto ottico che impedisse chiaramente di vedere dall’altra riva del lago, aiutato anche dalla sensazione di freddo agli occhi e alle mani che quel particolare clima ci stava “comunicando”.
Per questa ragione, questo luogo ha qualcosa di magico, una combinazione di elementi naturali e visivi che rendono, oserei dire, quasi onirica l’esperienza della camminata sui fianchi del lago, aprendo la mente a profonde riflessioni sullo scorrere del tempo e sul desiderio di solitudine che, talvolta, attanaglia l’animo umano.

Prima di salutarvi, vi racconto l’episodio che vi anticipavo all’inizio dell’articolo.
Senza aver completato il percorso totale, torniamo indietro e decidiamo di raggiungere la macchina per cercare un ristorante in cui mangiare qualcosa di tipico come i classici Spatzle o i Canederli.
Arrivati all’auto, questa non dà segnali di vita o, meglio, il volante inizia a tremare, almeno 6 spie luminose arancione si accendono ma dopo essere riusciti a mettere in moto, finalmente la macchina parte e, per tutto il tragitto – circa 10 km – il veicolo trema ed è instabile. Era sabato sera, ed eravamo in una località sperduta.
Il giorno dopo, ovvero domenica, la nostra tappa definita da mesi era il Lago di Braies e ovviamente, non essendoci meccanici aperti in zona, dovevamo decidere esattamente cosa fare dato che, oltre alla meta prestabilita sarei anche dovuto tornare a Brescia (circa 420 km).
Cosa fare? Dormiamoci su, la notte porta consiglio.

3) La pozza del Paradiso: Tenno

Il lago di Tenno – che amo definire “la pozza del Paradiso” anche se il perché lo lascio scoprire a voi – è un lago facente parte della provincia autonoma di Trento, nel comune omonimo che dà il nome a questa meraviglia delle Dolomiti.
Decisamente più piccolo rispetto al suo “Re”, questa pozza è situata a 560 metri sul livello del mare e questo può essere un grande vantaggio perché, data la sua bassa altezza e di conseguenza, il suo clima, nelle stagioni più calde potete anche concedervi – come ho fatto io – un bel bagno fresco nelle sue acque fresche e cristalline, color turchese o rilassarvi sul bagnasciuga guardando le Dolomiti come se fossero le pareti di una grande arena e voi al centro che ammirate la maestosità della catena montuosa.
Qui, non solo abbiamo la possibilità di circumnavigare tutto il lago ma vi è una spiaggia piuttosto grande per i bagnanti, al termine di una scalinata piuttosto ripida e vi è la possibilità di concedersi pic-nic, di utilizzare la canoa e concedervi un giorno di puro relax gratuitamente. A partire da qui, inoltre, si diramano alcuni percorsi nella selva circostante, differenti in base al livello di difficoltà ma, a mio avviso, tutti piuttosto semplici. In generale, comunque, l’unico prezzo che pagherete è quello del parcheggio, molto ampio, ad un prezzo piuttosto basso (1 € l’ora) a meno che non vogliate mangiare in uno dei locali presenti sulla strada principale prima di raggiungere le scalinate che vi condurranno alla spiaggia.
Il mio consiglio è di guardare bene il meteo prima di recarvi qui e controllare che ci sia una giornata di sole non solo per fare il bagno ma anche per godere al massimo dei colori spumeggianti che il contrasto tra cielo, acque e montagne può regalare.
Il Lago di Tenno non è molto distante dal Lago di Garda ed è comodamente raggiungibile dalle province di Verona, Belluno, Trento, Brescia tramite l’autostrada del Brennero.
Inoltre, nel comune omonimo, raggiungibile a piedi, suggerisco di visitare il bellissimo borgo medievale di Canale di Tenno, annoverato fra i 50 borghi più belli d’Italia.
Per maggiori info potete visitare il sito:
https://www.visittrentino.info/it/guida/da-vedere/borghi/canale-di-tenno_md_2575

4) Sua maestà: Braies

Il lago di Braies è un piccolo lago del Trentino Alto-Adige, chiamato in tedesco Pragster Wildsee, che fa parte del comune di Braies, a pochi passi dal confine austriaco, accerchiato dall’imponenza delle Dolomiti, gruppo montuoso entrato, con tutto il merito del caso, fra i patrimoni dell’Unesco.
Sua maestà – come personalmente amo definirlo, non tanto per la sua esteticità quanto per il fatto che, in quella piccola Valle (Val di Braies) domina incontrastato, Re di tutte le mete per i turisti provenienti da tutta Europa – ha in sé la caratteristica della poliedricità; d’estate e nei mesi più caldi, infatti, ha un colore verde smeraldo molto cristallino che ha un impatto visivo unico grazie a cui potrete scattare delle fotografie senza nemmeno “sistemare” i valori della vostra macchina – il paesaggio si mette in posa per voi in maniera naturale – mentre in inverno avrete l’occasione di vedere il lago come fosse una grande pista di pattinaggio, poiché data la sua particolare posizione geografica, nei mesi più freddi – da novembre a marzo per intenderci – il color smeraldo lascia spazio al bianco del ghiaccio, regalandovi una vista ancora più mozzafiato.
Per arrivare al lago, la maggior parte dei turisti prende la SS49 della Val Pusteria, direzione S.Candido che, a mio avviso, è una delle più belle superstrade d’Italia, di cui vi lascio una fotografia e un piccolo video:

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è braies_vista-1.jpg

In poche parole, come avete potuto vedere, siete circondati dalle montagne e immersi completamente nel verde e, mentre siete in procinto di consumare la strada, potrete vedere animali, piante, alberi e abitazioni in legno in stile baite di montagna.
Ad un certo punto della SS49, dopo aver svoltato per Monguelfo, farete circa 15 minuti di strada in salita, pensando di andare “a casa di Dio” ma vi assicuro che, soprattutto questo tratto, regalerà ai vostri sensi qualcosa di veramente unico: il piccolo paesino di Braies con poco più di 600 anime con qualche negozio e bottega, rigorosamente sorti dentro abitazioni in legno e tutto intorno, ancora una volta, verde, verde e verde, con le Dolomiti che vi guardano dall’alto augurandovi un benvenuto in questo “miracolo” della natura.
Una volta arrivati a destinazione, troverete un parcheggio per auto, moto e camper, dal costo veramente irrisorio – 6 euro per una giornata intera – in cui lasciare comodamente il vostro mezzo. In loco, inoltre, vi è un albergo con ristorante, un bar in cui gustare una bella tazza di cioccolata calda o un caffè – potete anche acquistare da mangiare – e un negozio di souvenir molto fornito.
A questo punto, finalmente, dopo aver varcato un “arco” in legno, avrete davanti a voi il Re, sua maestà; adiacente all’ingresso, troverete subito una piccola casetta, in fondo ad una passerella, in cui potrete noleggiare le famose “barchette” con cui navigare in mezzo al lago, ad un costo di 12 euro per mezz’ora e di 20 euro per un’ora intera.
Una volta superato l’edificio, proseguendo in senso orario, potrete fare il percorso attorno al lago, della durata di circa mezz’ora o un’ora, dipende quanto volete soffermarvi – io ci ho messo un’ora abbondante per cogliere ogni sfumatura ed ogni angolo di sua maestà.
Vi aspetterà un percorso altalenante, sia in piano che in salita ma veramente semplice e alla portata di tutti, fra gli alberi e il sentiero ben curato attorno al lago. Qui sotto vi mostro alcune fotografie di Braies, da differenti punti di vista.

Vi lascio con una piccola curiosità: Il lago di Braies è protagonista di alcuni prodotti dell’industria culturale italiana come la fiction trasmessa dalla Rai “Un passo dal cielo” con protagonista “Terence Hill”, un film del 2013 diretto da Pappi Corsicato, “Il volto di un’altra” con Laura Chiatti, Alessandro Preziosi e Lino Guanciale e, di due scritti – “L’alba a Braies” di Fabio Dal Santo e “Lago di Braies. Lo smeraldo delle Dolomiti” di Caroline M. Heiss.

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6 pensieri riguardo “Trentino Alto-Adige: i laghi che consiglio

  1. Grazie Nadia! Appena si potrà ci farò un giro :)

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  2. Lago di sorapis molto bello..un turchese fiaba.🤩 te lo consiglio

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  3. Grazie del consiglio! Andrò a vedere altri laghi trentini a parte quello Braies che ci sono già stato ben 2 o 3 volte…
    :-)

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  4. La curiosità sul lago di Braies è mica piccola visto che, dopo il successo di “Un passo dal cielo” è diventato meta turistica molto gettonata. Ho avuto la fortuna di vederlo in un momento ancora di bassa stagione e, quindi, apprezzarlo come merita. Il lago di Anterselva, invece, l’ho visto di passaggio ma non mi sono mai fermata per guardarlo da vicino.

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  5. Grazie per questa ventata di libertà …
    …verrà il giorno in cui potremmo finalmente volare sopra le nostre meraviglie ?

    L’uomo è fatto in modo tale che, se qualcosa accende la sua anima, l’impossibile svanisce.
    (Jean de la Fontaine)

    Renato

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