La gita a Tindari

Agosto 2021. Come ogni anno, quando trascorro le mie vacanze estive in Calabria, ho deciso di segnare due tappe siciliane nel mio bollettino di viaggio; una di queste è stata Tindari, in provincia di Messina.
Grazie ad un episodio del commissario Montalbano, da cui prende il nome di questo articolo, ho avuto occasione di conoscere questo piccolo paese; come sempre, dunque, ho navigato un po’ sul web per cercare fotografie e curiosità interessanti.
Preso dal mio spirito di avventura, quindi, sono partito alla volta della cittadina messinese.

Come arrivare a Tindari?
Se arrivate dalla “terraferma” a piedi, come ho fatto io, attraversate lo stretto di Messina da Villa S.Giovanni. Una volta arrivati dall’altra parte dovete percorrere circa 5 minuti a piedi per giungere alla stazione di Messina Centrale e, una volta lì, prendete il treno direzione Patti e scendete alla stazione di Tindari-Oliveri, per un tempo di percorrenza di 50 minuti.
A questo punto, giunto alla mia fermata non ho saputo cosa fare; a lungo avevo provato a cercare informazioni, senza nessun risultato.
Ma, come dico spesso, non tutti i mali vengono per nuocere.
Ne ho approfittato, quindi, per fare un giretto nel paesino di Oliveri per chiedere alla gente del posto se conoscessero un sentiero o un mezzo di trasporto per salire in cima, sino alla basilica.
Finalmente la risposta. L’unico modo per salire, dalla stazione di Oliveri è intraprendere il sentiero Coda di volpe, a circa 1 km di distanza, sulla destra, subito prima di svoltare per la spiaggia di Marinello.
Una volta arrivati in fondo alla strada, vi troverete, appunto ad un bivio, a destra la via per il mare, a sinistra la salita Coda di Volpe.

Il sentiero
Una volta intrapreso il percorso, questo è molto semplice, non ci sono ostacoli particolari ma è piuttosto in salita e se, come nel mio caso, lo farete d’estate con 40 gradi all’ombra, dovete fare i conti con il caldo bollente siciliano delle ore 13.
Nonostante ciò, però, vi posso assicurare che la vista ed il panorama rendono giustizia al vostro cammino.
Infatti, arrivati circa a metà percorso potete vedere la vastità del mare e dell’ambiente circostante con i classici fichi d’india – o ficarazzi – siciliani.

Finalmente, dopo un’ora di percorso, sono giunto al termine della salita che mi ha portato dalla stazione di Oliveri sino all’incantevole Santuario della Madonna nera di Tindari.
L’apertura pomeridiana è alle 14 e, quindi, mi sono concesso una piccola pausa per mangiare qualcosa e rifocillarmi, in attesa di entrare all’interno della chiesa.

Il paese
Nel frattempo, dato che avevo ancora qualche minuto di tempo, prima che si aprissero le porte della chiesa, ne approfittato per fare un giro nel paese che è molto piccolo – si può girare tranquillamente in 15/20 minuti – per godere dei suoi panorami spettacolari che si possono vedere da ogni balconata e da ogni prospettiva.
La caratteristica peculiare del mare “sotto” il Santuario è che questo è formato da due piccoli laghetti naturali formatisi in mezzo alla spiaggia e che costituiscono una vera e propria riserva naturale nel cuore di Marinello, la località balneare di cui vi parlavo nell’incipit di questo articolo.

La vista più bella però, secondo me, si ha dalla piazza del Santuario in cui, sia nel “cortiletto” esterno della Chiesa che nella parte antistante, vi è una balconata a strapiombo sul mare dalla quale si può ammirare la bellezza dei colori estivi che il Golfo di Patti ci regala.

Una volta terminato il mio giro nelle numerose balconate della piazza del Santuario, sono arrivate le 14.00 e, dunque, sono entrato all’interno della Chiesa per vedere la Madonna Nera di Tindari di cui tanto avevo sentito parlare;

A Tindari, oltre alle balconate ed al Santuario sono presenti anche numerose bancarelle in cui potete acquistare i souvenir “classici” ma anche tantissimi prodotti (da mangiare e non) locali, che rappresentano la vera essenza della Sicilia come i Pupi, le statuette con i mori e le pigne in ceramica, simbolo di buon auspicio che spesso vedete all’esterno delle case e sui balconi.

Gli scavi
Inoltre, il paese siciliano, ospita anche una bellissima area archeologica che, però, non ho potuto visitare perché il giorno in cui sono andato era chiusa; il sito è composto dalle rovine di antichi edifici abbattuti dagli attacchi bizantini e da un antico teatro che si affaccia direttamente sul mare.

Marinello
Alla fine del paese, segnato proprio dall’ingresso all’antico teatro di Tindari, non mi resta che tornare indietro e ripercorrere il sentiero Coda di Volpe; dato che comunque era ancora relativamente presto, circa le 15.30 ho deciso anche di dare un’opportunità alla spiaggia di Marinello ma non sono andato fino ai laghetti perché il percorso era di circa 40 minuti di cammino, sotto al sole, sulla sabbia dunque ho preferito rilassarmi un pochino a riva, senza dover percorrere tutta quella strada.

La località di Marinello è super consigliata per alcuni motivi: non c’è molta gente, la spiaggia è bella larga, il mare caldo e pulito.
Questo è il riassunto di una mia giornata da solo, completamente all’avventura.
Come sempre, spero vi sia piaciuto.
Vi lascio, di seguito, alcune foto che ho caricato su Instagram.

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2 pensieri riguardo “La gita a Tindari

  1. Spero tu possa tornare a visitare Tindari e i suoi scavi molto belli e interessanti e che le sale del museo siano aperte (sai la Sicilia ha penuria di custodi ma non di guardie forestali 😉 ).

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